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	<title>invecchiamentoattivo &#8211; AdaNazionale</title>
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	<description>Dal 1990 sempre al fianco per difendere e tutelare i diritti degli anziani.</description>
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		<title>Progetto InclusivHUB</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Tiberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 11:07:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il progetto InclusivHUB nasce per generare un impatto positivo sul tessuto sociale, affrontando temi centrali come l’inclusione, l’integrazione intergenerazionale, il benessere collettivo, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il progetto <em>InclusivHUB</em> nasce per generare un impatto positivo sul tessuto sociale, affrontando temi centrali come l’inclusione, l’integrazione intergenerazionale, il benessere collettivo, la riduzione del divario digitale e il rafforzamento delle competenze nel Terzo Settore. L’iniziativa prevede la creazione di hub comunitari, punti di riferimento per un welfare olistico, rivolti a giovani (18-30 anni), anziani (65+) e persone a rischio di esclusione, con l’obiettivo di promuovere inclusione e coesione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una prima fase verranno formati gruppi multigenerazionali di volontari (uno per ogni regione del partenariato), coinvolti in un percorso formativo misto sul Terzo Settore, cooperazione, sostenibilità, inclusione e progettazione partecipata. Particolare attenzione sarà data all’alfabetizzazione digitale per anziani e al potenziamento delle competenze tecnologiche nei giovani, per colmare il digital divide e favorire l’adozione di tecnologie emergenti negli ETS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione, basata sul <em>cooperative learning</em>, favorisce l’incontro tra generazioni e la nascita della figura del <em>trasformatore sociale</em>, capace di accogliere e sostenere chi è in difficoltà, contribuendo alla partecipazione attiva e all’inclusione. Le competenze acquisite verranno applicate in esperienze pratiche, con attività inclusive realizzate nelle sedi territoriali di ADA Nazionale ODV e UNIAT APS: palestre di comunità, percorsi per ipovedenti, gruppi di auto-aiuto, corsi di cucina e laboratori teatrali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto valorizza le esperienze pregresse di orti e botteghe solidali, creando centri sociali polivalenti che incentivano la socializzazione e lo scambio intergenerazionale, contrastano l’isolamento e promuovono benessere, innovazione e sostenibilità nel lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/Modello-D-Progetto-InclusivHUB-ult.pdf" data-type="attachment" data-id="14854">Modello D (Scheda Progettuale)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/modello-e1.xls" data-type="attachment" data-id="14853">Modello E (Piano Economico)</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Tenere in forma il cervello</title>
		<link>https://adanazionale.it/tendenze/tenere-in-forma-il-cervello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Tiberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 08:24:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Terza età]]></category>
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		<category><![CDATA[terza età]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesco Loretucci (Psicoterapeuta e Docente di Psicologia Generale in convenzione presso la Sapienza Università di Roma) In un mondo in cui [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="724" height="724" src="https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/Progetto-senza-titolo26.png" alt="" class="wp-image-14660" srcset="https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/Progetto-senza-titolo26.png 724w, https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/Progetto-senza-titolo26-300x300.png 300w, https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/Progetto-senza-titolo26-150x150.png 150w, https://adanazionale.it/wp-content/uploads/2025/07/Progetto-senza-titolo26-650x650.png 650w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-right">di Francesco Loretucci</h2>



<pre class="wp-block-verse has-text-align-right">(Psicoterapeuta e Docente di Psicologia Generale in convenzione presso la Sapienza Università di Roma)</pre>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo in cui la popolazione invecchia velocemente si fa sempre più grande la sfida per prevenire o rallentare l’invecchiamento cerebrale. Fino agli anni 80 gli scienziati hanno ritenuto che il cervello, alla nascita, fosse formato da un determinato numero di neuroni incapaci di riprodursi. Per questa caratteristica, con il passare del tempo si pensava che la loro presenza era destinata a calare costantemente causando quindi un lento declino cognitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni 90 sono arrivati i primi studi sulle cellule staminali. Si è evidenziata nel cervello l’esistenza di queste cellule indifferenziate, non ancora specializzate, che in base alle mutate necessità fisiologiche dell’organismo possono modificare la loro struttura trasformandosi in nuovi neuroni. Questa scoperta ha chiaramente rivoluzionato lo studio delle neuroscienze. Se esistono delle cellule nervose di riserva è quindi possibile recuperare le funzionalità compromesse a causa dell’età avanzata. E’ stata inoltre dimostrata una continua trasformazione delle connessioni neuronali. Le sinapsi ovvero i siti di contatto tra le cellule nervose del cervello si formano e si degradano nel corso della la vita sotto gli effetti di una stimolazione continua. Queste ricerche dimostrano che è possibile mantenere i neuroni sempre funzionali ed attivi, sottoponendoli a idonei esercizi di stimolazione come si fa per l’apparato muscolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nasce quindi una visione innovativa della medicina secondo la quale gli individui devono gestire in maniera proattiva il proprio vivere quotidiano con l’intento di migliorare la qualità della propria vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ possibile mantenere in allenamento il cervello dell’anziano adottando strategie molto semplici e mirate che oltre a prevenire ed invertire il declino cognitivo, possono migliorare gli altri aspetti della vita quali le attività quotidiane, la socialità e la capacità di gestirsi in piena autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Come l’attività fisica rafforza l’apparato muscolare, così determinati esercizi per il mantenimento e lo sviluppo della memoria potenziano le capacità cognitive. &nbsp;I più semplici, che si possono fare da soli o in gruppo, sono molto vari ed ognuno ne può proporre di altri sua creazione o interesse. Ne citiamo i più popolari:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1- ricordare una poesia studiata alle elementari, o i nomi dei coetanei in una foto scolastica di gruppo</p>



<p class="wp-block-paragraph">2- ricordare il colore della prima bicicletta</p>



<p class="wp-block-paragraph">3- ricordare il numero del primo telefono di casa o la targa della prima macchina…. etc.etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi esercizi che possiamo chiamare anche giochi sono prodotti della fantasia di ognuno, non sono strutturati e possono essere condivisi in gruppi di amici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri giochi che consentono di tenere in allenamento il cervello sono quelli che possiamo definire mentali strutturati, quali le parole crociate, il sudoku, gli scacchi, la dama ed il burraco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;E’ importante ricordare inoltre come la lettura e la scrittura specie se condivise, favoriscano l’assimilazione di nuove parole ed il rafforzamento mnemonico del significato di quelle conosciute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giocare a carte, a scacchi, fare i cruciverba, leggere a voce alta sono quindi tutte attività che nel loro insieme aiutano a mantenere il cervello in salute. Il gioco è quindi una cosa seria. Anzi una cosa tremendamente seria. Attenzione però. I giochi e gli esercizi che si fanno in solitudine favoriscono l’isolamento sociale e sappiamo bene come la socializzazione sia importante per il cervello dell’anziano.</p>
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