
Roma, 24 aprile 2026 – In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della solitudine e delle disuguaglianze nelle sue diverse declinazioni, CSVnet e Rete Associativa ADA – Federazione Nazionale delle Associazioni per i Diritti degli Anziani – hanno siglato un protocollo d’intesa per rafforzare il lavoro delle organizzazioni che operano con le persone anziane.
L’accordo mette in relazione i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv), che accompagnano quotidianamente gli enti del terzo settore, promuovono la partecipazione dei cittadini e sostengono il volontariato nelle comunità, con una “rete – network” composta da oltre 150 associazioni e più di 1.500 volontari attivi sui temi dei diritti delle persone anziane e del dialogo tra generazioni.
Il protocollo punta a rendere più strutturata la collaborazione a livello territoriale, facilitando la nascita di accordi operativi tra Csv e associazioni locali. Tra gli obiettivi: sostenere le realtà più piccole nella gestione dei progetti, migliorare l’accesso a formazione e finanziamenti e rafforzare le attività che coinvolgono contemporaneamente giovani e persone anziane.
È prevista inoltre l’attivazione di una cabina di regia congiunta che lavorerà sull’analisi dei bisogni e sull’individuazione di possibili azioni condivise, con un’attenzione particolare alle criticità che emergono nei contesti locali.
“Le associazioni che lavorano con le persone anziane si confrontano ogni giorno con bisogni molto concreti, spesso in condizioni di risorse limitate”, ha dichiarato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. “L’accordo con la Rete Associativa ADA serve a rafforzare il collegamento con i Csv nei territori, per rendere più accessibili strumenti, formazione e opportunità di sviluppo anche alle realtà più piccole”.
“Oggi i volontari sono pensatori operativi. Ogni scelta organizzativa è un atto pedagogico. Ogni progetto è un laboratorio di futuro”, sostiene Antonio Derinaldis, Portavoce Nazionale della Rete Associativa ADA. “L’intesa con CSVnet apre la strada ad una collaborazione trasformativa ed interconnessa per fare delle reti di sostegno alle persone anziane e al dialogo tra le generazioni a livello locale un punto nodale di innovazione sociale. “
Il protocollo ha durata triennale, fino al 2029, e prevede la possibilità di sviluppare ulteriori progettazioni condivise a partire dalle esigenze che emergeranno nei territori.